“Sono Antoine…e tu come ti chiami?” “Volpe”.

La semplicità che cela una straordinaria profondità, il ritmo soave del racconto che invita a lasciasi incantare dalle immagini, e quest’ ultime, che ci avvolgono e catturano abbandonandoci nel luogo della storia, dal quale ad un certo punto bisogna far ritorno.

Beh, come raccontare tante emozioni in poche righe?

Forse Filippo ci è riuscito meglio di me quando, con una frase alla fine della lettura, mi ha detto:

Ecco, hai visto mamma? Meno male che l’aviatore ha curato la volpe, così ora lei sa che non siamo tutti cattivi!”.

E dentro quel “siamo” c’è racchiusa la bontà e la speranza di un bambino che si apre al mondo!

LA VOLPE E L’AVIATORE, scritto da Luca Tortolini e illustrato da Anna Forlati, pubblicato da Kite edizioni in occasione della Bologna Children’s Books Fair 2017.

Già dal titolo e poi lungo tutto il racconto, i nostri ricordi di adulti lettori ci portano dritti dritti ad un libro che ha segnato la storia della letteratura, “Il Piccolo Principe”e il suo altrettanto celebre autore, Antoine de Saint-Exupéry.

Non è per nulla un caso, il rimando è assolutamente voluto, e la storia narrata si affianca allo storico capolavoro senza invaderla. Sembra quasi che  voglia rispondere a delle domande che probabilmente impazzavano nella mente e nel cuore dell’autore di questa nostra storia, e forse, dopo aver letto questo albo, nella mente di tutti noi.

Accade un giorno che l’aereo di un aviatore di nome Antoine precipiti nei pressi di un bosco. Qui, tra i molti animali che lo popolano, vivono delle volpi che, schive e diffidenti per via dei molti pericoli, di giorno se ne stanno nascoste. Ma una di esse viene ferita da una scheggia dell’aereo di Antoine.

Accortosi della Volpe, l’aviatore va in suo soccorso, e se ne prende cura fasciandole la zampa.

Il racconto è narrato in prima persona dalla volpe. E’ lei, con la sua paura dell’uomo, la sua diffidenza insita nell’animo, la protagonista della vicenda. In lei avverrà una vera trasformazione, quella consapevolezza così importante, colta da un bimbo di sette anni.

La volpe scappa senza che Antoine provi a fermala. Ma il giorno dopo lui era ancora lì e inizia il dialogo tra i due. Manca un pezzo per poter aggiustare l’aereo e ripartire. La Volpe rimane a guardia dell’aereo mentre Antoine va verso la città più vicina a comprare quel pezzo. Si addormenta. Quando si sveglia è in volo assieme al suo nuovo amico. E’ impaurita, ma allo stesso tempo piena di stupore e meraviglia mentre sorvolavano laghi, mari e città.

“Perchè voi uomini volate se la natura non vi ha dato le ali?”

“Per realizzare un sogno”

“Che cosa vuol dire?”

“Realizzare qualcosa che si è immaginato. Da bambino sognavo di volare”

“Io sogno di mangiare una gallina”.

Alla fine del viaggio la Volpe e l’aviatore atterrano alla base militare. Qui la Volpe trascorre molto tempo con Antoine scoprendo il mondo degli uomini, imparando a non averne più paura, condividendo con Antoine le sue passioni. Ma a Volpe manca il bosco. Antoine lo comprende e le promette che al suo ritorno dalla prossima missione la riporterà a casa.

Le bellissime illustrazioni di Anna Forlati si fondono in perfetta armonia con il testo. Questo straordinario esempio di equilibrio e fusione tra testo scritto e immagini è ciò che rende la storia così affascinate e avvolgente.

Ma la bellezza delle tavole è complessa e l’osservazione non si esaurisce in breve tempo. Al contrario, il lettore è chiamato a scrutare ed interagire con le immagini per coglierne la loro interezza e poi, solo all’ora, proseguire con il racconto.

Una vera e propria esperienza sensoriale! Questo pensavo, mentre osservavo il mio piccolo lettore catturato dalle tavole.

Nell’attesa che Antoine torni dalla missione, Volpe inizia a pensare a tutte le cose del suo mondo che vorrebbe far conoscere all’amico, comprese le altre volpi

“Mi avvicinerò a loro, mi schiarirò la voce e dirò:

“Non abbiate paura, lui è Antoine… è amico mio, e perciò, è amico di tutte le volpi”

Ma l’aereo di Antoine non è tra quelli che faranno ritorno alla base. Volpe lo aspetta, lo aspetta ancora.

Antoine è un uomo che non fa del male alle volpi, come dice Filippo. E’ gentile, premuroso ed è un amico, e come lui ce ne sono molti.

E per noi chi è Antoine? E chi è Volpe? Forse l’autore de Il Piccolo Principe portava nel cuore un’esperienza così profonda? Ma allora lui chi era, la Volpe o l’aviatore?

Lo abbiamo letto più volte durante le vacanze di Pasqua appena trascorse.

Dopo pranzo, in momenti di quiete aspettando che giungesse l’ora per andare fuori a giocare; o dopo, quando il corpo reclama un po’ di riposo e il cuore e la mente cercano conforto; e naturalmente alla sera, prima di abbandonarsi al sonno.

Già, perchè storie come questa vanno assaporate senza fretta, per permettere a tutti i sensi di godere della sua bellezza e ad ogni significato di emergere.

Un grazie speciale a Luca ed Anna dal piccolo Filippo.

Buone letture!

Dai 5 anni per la lettura condivisa, dai 7 per quella individuale.

Puoi acquistare qui il libro.

 

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